Alberobello orgoglio di Puglia

Alberobello è l’orgoglio di Puglia, così mi piace definirla. Prima di essere patrimonio dell’Umanità, Alberobello è patrimonio dell’anima.

Passeggiare per i suoi vicoli per me vuol dire ritornare bambina, quando il sabato sera la passeggiata era sul corso, con il vestito buono ed i capelli raccolti in due trecce ordinate.
Era tante cose, l’emozione, la felicità, la famiglia, la magia. E lo è ancora.

Amo trascorrere le domeniche mattina di fine estate ad Alberobello.
La mia passeggiata inizia sempre con un rito. La colazione al Central Bar di Corso Vittorio Emanuele. Una delle migliori pasticcerie della Valle d’Itria.

Alberobello

Espressino cremoso e croissant, uno sguardo al giornale locale e via giù per il Corso, attraversando la Alberobello ottocentesca (in 9 scatti), ricca di fascino inaspettato, fino ad arrivare al Belvedere, da dove si intravede l’incantevole paesaggio da favola che sarà.

Alberobello 800Mi affretto a scendere la scalinata che mi porterà al Rione Monti e successivamente all’Aia piccola, il monumentale borgo di ben 1400 trulli suddiviso nei due complessi.

E’ una festa di pinnacoli, calce bianca, scalinate, botteghe artigianali. Il cuore ringrazia.

alberobello trulliNon seguo regole, ma solo l’emozione e così salgo per una via, ne intraprendo un’altra, scendo per ripide discese in chianca e risalgo da scalinate incantate.

Mi perdo per i vicoli, mi lascio sedurre dai negozianti, assaggio rosoli e compro orecchiette.

Porto a casa sempre un piccolo souvenir, normalmente un canovaccio da cucina tessuto rigorosamente a mano.

E cosi alla fine, soddisfatta del mio giro, tra foto e risate, meraviglia e shopping, la mia domenica mattina passa felice. Domani un altro viaggio, un altro racconto di Puglia.