Grotte di Castellana. Racconto tragicomico di una claustrofobica romantica

Quando è arrivato l’invito a visitare le Grotte di Castellana per vivere un’esperienza unica da raccontare ai posteri…ma soprattutto ai lettori di DiariodiPuglia.com, sono stata pervasa da una strana euforia, profumo di gioia primordiale mista a gocciolina di sudore che, in quell’esattissimo attimo, ha percorso tutta la mia colonna vertebrale con relativo “brivido picinonne” (wikipuglia: brivido veloce che percorre tutto il corpo, cause sconosciute) tipico del picco di adrenalina.

Non curante degli ultimi 19 anni vissuti nella consapevole consapevolezza di essere claustrofobica, dalla voce mi è uscito uno squillante “Si. Certo. Grazie. Ci sarò”.

Poi silenzio.

Euforia e terrore.

Manuale di Programmazione Neuro Linguista, voce: claustrofobia.

Evito da ormai la metà della mia vita tutti gli spazi bui, piccoli, senza aria, stretti, angusti, che non mi facciano vedere o anche solo immaginare una veloce via d’uscita.

Al cinema è fila accanto al corridoio, ascensore solo con porte a vetri, tunnel a testa in giù e occhi chiusi (no, tranquilli, non guido io), aereo solo lato finestrino. Insomma, una discreta mania di voler stare solo in spazi aperti, profumati e ventilati.

Al pensiero di dovermi ritrovare sotto terra, nelle viscere del mondo, in spazi angusti con file di turisti ammassati mi mette una sensazione di disagio profondo, fino a quando…

Sveglia ore 7.00 ma gli occhi si sono aperti alle ore 5.00.

Considerato il grande anticipo cerco in rete “come evitare gli attacchi di claustrofobia” ma trovo solo inutili manuali su come riconoscere il disturbo. Ma io quello lo conosco e riconosco davvero molto bene, decido allora di fare appello a tutta la mia forza interiore, a Indiana Jones e ai Goonies che sono in me (complice i panzerotti a cena la sera prima) e cerco di immedesimarmi nella parte del piccolo speleologo.

Percorro in auto una delle strade, a mio dire, più belle di tutta la Puglia, quella che collega la Statale 100 a Putignano. Boschi e coltivazioni a perdita d’occhio, ogni tanto masserie bianche ancora abitate da agricoltori e da allevatori, mucche al pascolo, qualche cavallo…e cosi mi dimentico per qualche minuto la mia destinazione.

Arrivo in quello che chiamo, fin da ragazzina, il distretto delle Grotte. Appena fuori dal paese di Castellana, l’ingresso delle Grotte è preceduto da una serie di negozietti per turisti, ristoranti di cucina tipica pugliese, caffetterie e punti ristoro.

Inizio ad avvertire nuovamente quell’euforia tipica dei bambini che vengono portati per la prima volta in posti avventurosi e magici, all’improvviso sono cosi tanto felice che nella mia mente inizio a canticchiare la colonna sonora che mi accompagnerà poi per tutto il percorso successivo, ovvero la musica del film di Spielberg.

Vengo accolta da Serena, l’addetta stampa delle Grotte di Castellana e solo in quel momento, mentre stringo la mano e sorrido ricambiando il suo sincero entusiasmo ad avermi là con loro, realizzo ciò che sto per fare. Non posso tornare indietro. Non posso ammettere di avere una paura irrazionale e folle, chiedo solo, questa volta con un filo di voce, se il percorso è troppo stretto o troppo buio o troppo…non lo so neppure io.

Vengo immediatamente rassicurata, le Grotte di Castellana sono molto spaziose, ben illuminate (per quel che è possibile) e profonde “solo” 60 mt.

Mi accompagnano alla mia guida, Mimma, 39 anni di onorata carriera nel suo ruolo, una donna piacevole, cortese e molto preparata.

Decido che sarò la sua ombra, nonostante il gruppo nel quale mi ritrovi sia formato da oltre 40 persone, tutte con la stessa intenzione.

Ore 10,00. Inizia l’avventura.

Ore 10,02. Mi scatto un selfie incosciente per la causa. Sorrido.

Ore 10,05. Voglio scappare.

Bene. Ci sono dentro. Fino al collo della mia 35esima me.

Iniziamo a scendere la scalinata che ci porterà nella prima grotta, detta la Grave, l’unica che è possibile fotografare e che è stata l’ingresso dal quale i primi speleologi si calarono.

E’ grande. Luminosa. Un grande fascio di sole illumina parte della grotta e lascia intravedere lo spettacolo che sarà.

E ciò che sarà è il miracolo della natura.

Ne resto affascinata, rapita. E’ amore a prima vista. Ci sono dentro, ed è esattamente dove voglio essere. Non ho più paura, non è uno spazio angusto ed è cosi meraviglioso che gli occhi e la mente viaggiano veloci per cogliere ogni singola bellezza.

Ascolto attentamente Mimma, che inizia a raccontare la storia delle Grotte, la loro scoperta nel 1938, gli spazi che andremo a vedere.

La prima lunga spiegazione avviene nella Grave, pertanto in un luogo enormemente spazioso, con luce naturale.

Poi iniziamo a seguire il percorso, quello lungo. 3 km a circa 60 mt. sotto il livello della strada. C’è molta altra gente, tutti in file ordinate e stranamente non è un problema per me, anzi. Mi diventa quasi un conforto.

Subito dopo la caverna della Grave si entra in quella denominata della Lupa o Caverna nera.

Scopro cosi che ogni caverna prende la denominazione da ciò che più la rappresenta e molto spesso sono proprio le stalattiti e stalagmiti a dare loro i nomi, raffigurando strane forme animali o suggestive figure umane.

E’ tutto un crescendo di stupore, di ohh, di incanto.

Percorriamo ad un tratto un lungo corridoio, chiamato del Deserto, per l’assenza di elementi geologici di rilievo a causa della sua composizione argillosa che ha resto le pareti “impermeabili”, impedendo il formarsi di crescenze.

Anche qui, nonostante il gioco si faccia sempre più duro, è talmente bello che non avverto alcuna sensazione di disagio o di pericolo, sarà anche per le parole magiche pronunciate poco prima dalla guida, ovvero che le Grotte di Castellana sono una zona asismica per eccellenza.

Niente pericoli dunque e cosi mi godo il resto della passeggiata assieme ai miei compagni di avventura, un delizioso gruppo senior del Veneto, stregato dalla mia Puglia.

Il cuore mi si riempie di gioia, prendo appunti e fisso nella memoria ogni angolo di questo paradiso nascosto.

Ringrazio me stessa per avermi dato l’opportunità di provarci ed esserci riuscita e le Grotte di Castellana per aver permesso a DiariodiPuglia di raccontare un’avventura meravigliosa, che porterò per sempre con me e dentro di me.

Se volete saperne di più….leggete il post 10 cose da sapere sulle Grotte di Castellana e buon viaggio.

Per info: www.grottedicastellana.it